Disastro Genova, il milazzese Giuseppe Tusa si trovava nella torre di controllo al momento dell’impatto. Tra i feriti anche un messinese

GENOVA  –C’è anche un ragazzo milazzese (Giuseppe Tusa, 30 anni) tra le persone ancora disperse in seguito all’incidente provocato da una nave portacontainer la notte scorsa, nel porto di Genova.

Erano da poco passate le 23.30 quando la Jolly Nero (della Compagnia Messina) stava lasciando lo scalo. Per cause ancora da accertare, l’imbarcazione ha completamente sbagliato manovra ed è di fatto «entrata» dentro la Palazzina piloti, dove operano e vivono molti dei piloti della Capitaneria di Porto di Genova. In seguito all’urto la torre si è inclinata di 45 gradi, e molte persone o sono rimaste intrappolate all’interno, o sono cadute in mare.

Il bilancio è tragico e, purtroppo, ancora provvisorio. Le vittime al momento sono sette, tre i dispersi e quattro i feriti (Tra i quali il messinese Gabriele Russo). Il 30enne milazzese è molto noto in città e nei centri limitrofi. Ha una grande passione per la musica, ed è uno dei dj più apprezzati nel panorama provinciale.

Dei dispersi, tre sarebbero rimasti imprigionati all’interno dell’ascensore della torre, poi finito o in acqua o sepolto dalla macerie.

-L’ultima “nota” di Giuppy, il dj-producer

-Giuseppe Tusa, per gli amici social “Giuppy Black-dj producer”, era un ragazzo dalla tripla “m”: di Milazzo, di mare e di musica. Originario del centro mamertino, dove è nato e cresciuto e dove ha frequentato l’istituto tecnico “Ettore Majorana”, Giuseppe aveva fatto del mare la sua professione, iniziando a lavorare in Guardia Costiera. La musica, però, rimaneva la sua più grande passione. Quando possibile, infatti, suonava nei principali locali della movida milazzese e da quegli “attrezzi del mestiere” non voleva né riusciva mai a separarsi Lo mostra chiaramente una delle ultime foto postate sul suo profilo facebook: una mini consolle musicale “allestita” nel suo nuovo e momentaneo posto di lavoro, Genova. La città della Lanterna da cui purtroppo, Peppe, non ha più potuto fare ritorno. Davanti a lui un’estate piena di lavoro ma anche di divertimento e relax con gli amici di sempre. Un’altre estate in cui, grazie alla sua passione per i dischi, avrebbe allietato le serate e le nottate di tanti giovani che, come lui, amano vivere a pieno la loro esistenza. Niente di tutto ciò sarà più possibile. Il destino, beffardo e crudele, ha deciso per Giuseppe, impedendogli di continuare la sua avventura tra il mare e le note della vita. Milazzo è una cittadina sconvolta dal dolore. Ora dopo ora, le speranze di trovarlo ancora vivo, si sono affievolite lasciando senza fiato, avviliti dal dolore, coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo, di amarlo, di apprezzarne le qualità umane. Poco prima dell’impatto fatale tra la portacontainer “Jolly Nero” della compagnia “Ignazio Messina” e la torre di controllo del molo “Giano”, sbriciolatasi come fosse fatta di grano e non di cemento armato, Giuseppe aveva lasciato dei messaggi sul profilo facebook. Con tutta probabilità non vedeva l’ora di tornare nella sua Milazzo, pronto ad allietare amici e conoscenti con i suoi inconfondibili suoni. Un amico, qualche settimana fa, gli ricordava che “non appena sarai qui, dovremmo prendere insieme un buon caffè”. Quel caffè, da consumare magari in uno dei tanti bar che affaccio sul porto, dalle 23 di ieri sera, ora dell’incidente, è diventato solo una nostalgica promessa. Eppure c’è qualcosa che di quella bevanda, così prelibata ma mai come oggi così tanto amara, rimane vivo: il colore intensamente scuro che riflette la disperazione di quanti sono consapevoli che Giuseppe, anzi Giuppy Black, non tornerà più. La sua “Lanterna” si è spenta.