Favoreggiamento a Cosa Nostra: arrestato 43enne barcellonese

BARCELLONA P.G. (ME) – Nel corso della notte gli uomini del commissariato di P.S. di Barcellona P.G., dopo un’articolata attività di indagine in collaborazione con la squadra mobile e  coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Messina, hanno proceduto all’arresto del 43enne Francesco Genovese, nato a Milazzo e residente a Barcellona Pozzo di Gotto, per il reato di favoreggiamento personale con l’aggravante di aver agevolato l’associazione mafiosa barcellonese “Cosa Nostra”. L’arresto è stato effettuato in esecuzione dell’ordinanza di applicazione di misura cautelare in carcere emessa il 9.5.2013 dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Messina dr. Salvatore Mastroeni, su richiesta avanzata dalla Direzione Distrettuale Antimafia (P.M. Dr. Camillo Falvo).

Le attività di indagine erano state avviate dal commissariato di pubblica sicurezza di Barcellona a seguito del danneggiamento, mediante incendio, avvenuto la sera del 3 novembre 2012, di un auto-compattatore parcheggiato nel deposito di Barcellona P.G. ed adibito alla raccolta rifiuti, di proprietà della società Dusty s.r.l., impegnata dall’ottobre 2011 nel servizio di raccolta dei rifiuti in 38 comuni della provincia di Messina dopo essersi aggiudicata l’appalto con l’Ambito Territoriale Ottimale Messina 2.

Al fatto, di chiara connotazione mafiosa, è seguito il contatto e la richiesta estorsiva che in questo caso è stata avanzata da un intermediario della criminalità organizzata interno all’azienda parte lesa.

Infatti Francesco Genovese, alle dipendenze della stessa ditta con compiti di coordinamento degli operatori ecologici barcellonesi, è stato individuato, anche con la collaborazione della persona offesa, nel soggetto attraverso il quale la criminalità organizzata locale, dopo pochi giorni dall’incendio, ha fatto pervenire ai dirigenti dell’azienda un’esplicita richiesta estorsiva tendente ad ottenere il pagamento di una tangente consistente nel pagamento di una somma di 15 mila euro una tantum che doveva essere seguita da ulteriori pagamenti annui della stessa somma suddivisa in tre rate da 5 mila euro.

Nell’ambito delle indagini il 43enne ha tenuto una condotta reticente rifiutandosi di fornire gli elementi di cui era a conoscenza allo scopo di impedire l’identificazione degli autori della richiesta estorsiva, facenti parte di “Cosa Nostra” barcellonese.

Nel corso delle conseguenti indagini, a carico dell’indagato sono stati raccolti gravi indizi di colpevolezza sulla base di fonti testimoniali ed articolate attività investigative e di intercettazione dalle quali sono emersi rapporti di contiguità con ambienti criminali locali. Questi elementi, compendiati in diverse informative di reato, hanno consentito di richiedere all’autorità giudiziaria procedente l’adozione della misura cautelare oggi eseguita.