“Un Carabiniere è il mio angelo”

-(Fonte AmNotizie)

-Lettera aperta di una bambina vittima di uno stalker

-MILAZZO – “Salve, sono una bambina di 8 anni, vittima dello stalker di Milazzo, ho chiesto aiuto alla mamma per scrivere questa lettera per ringraziare coloro che mi hanno salvato la VITA”. Comincia così la missiva che una bimba vittima di stalker ha deciso di scrivere per dire grazie soprattutto ai carabinieri che l’hanno aiutata a uscire dall’incubo che era diventata la sua esistenza. Incubo causato da un uomo che le prestava morbose attenzioni, malgrado la piccola avesse solo pochi anni. L’uomo è stato arrestato dai carabinieri di Milazzo qualche giorno fa, e la bimba ora è uscita dall’inferno e sta lentamente tornando alla normalità. Nella lettera, ripercorre il suo dramma e ringrazia i carabinieri, in particolare il maresciallo Nicola Santamaria, capo del Radiomobile, colui il quale ha seguito più da vicino il suo caso, permettendo l’arresto dell”orco”. “Sono una bambina felice, pronta a giocare e ha donare il mio giocattolo a chi ne ha bisogno, e da grande voglio fare il Carabiniere”, scrive la piccola, per il quale il maresciallo Santamaria è il suo “angelo custode. Lui e i suoi uomini si sono prodigati a nostro favore con alta professionalità e umana abnegazione per diverse settimane, prolungando i suoi orari di lavoro pur di non lasciarci soli. Io e la mia famiglia ci siamo trovati improvvisamente all’interno di un tunnel buio, in cui i Carabinieri hanno 24 ore su 24 affiancato silenziosamente la nostra vita per proteggerla, analizzando ogni dettaglio per arrivare alla persona che voleva farmi del male. Il Maresciallo Nicola Santamaria continuava a ripetere al mio papà che non poteva difendermi perché gravemente malato ed impossibilitato nel potermi tutelare, che lui era lì con noi e che non avrebbe permesso che mi venisse fatto del male da quell’uomo che senza alcun perché mi perseguitava e mi terrorizzava. Finalmente adesso il mio incubo è finito è l’uomo cattivo è stato arrestato, ed io posso tornare a correre e giocare nel mio giardino, ma porterò sempre nel cuore il mio Angelo travestito da CARABINIERE”. Una storia delicata, quella della bimba di Milazzo perseguitata, perché il padre, affetto da cecità, non sarebbe riuscito, da solo, ad aiutare la figlia come era necessario.