Arrivate a Palermo le navi Giovanni e Paolo

 

PALERMO, 23 MAGGIO 2013 – Hanno sfidato il mare in burrasca che aveva fatto dubitare persino che le navi riuscissero a salpare. Gli oltre 2.600 ragazzi imbarcati sulle navi “Giovanni” e “Paolo” sono arrivati a Palermo.

Sulla nave “Giovanni”, in arrivo da Civitavecchia campeggia la scritta “La mafia teme più la scuola che la Giustizia”. Una famosa frase di Antonino Caponetto, lo storico capo del pool antimafia dopo Rocco Chinnici. Dalle due navi insieme ai ragazzi sbarcano le personalità che con loro hanno afrontato il viaggio. Fra loro il presidente del Senato Piero Grasso, il ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza, don Luigi Ciotti.
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Ad attendere le navi come ogni anno Maria Falcone insieme a una moltitudine di ragazzi delle scuole siciliane. Presente il sindaco di palermo, Leoluca Orlando. Maria Falcone è la prima a salire sul palco e salutare i ragazzi appena arrivati: “Sono sicura che questo esercito della legalità continuerà ad andare avanti”, ha detto. “Credete in quello in cui Giovanni ha creduto – ha continuato –  perchè significa credere nella nostra Costituzione e nei valori che rappresenta”. Oggi Giovanni Falcone, continua, “penserebbe che la Sicilia ha saputo alzare la testa. Ma penso anche che, da un altro punto di vista, sarebbe deluso, perchè l’attenzione da parte della politica certamente non è stata tantissima”.

Piero Grasso racconta la sfida del viaggio: “Siamo partiti anche se molti lo sconsigliavano ma questa giornata senza queste navi e questi ragazzi non sarebbe stata la stessa”. “La Sicilia ci ha accolti con il sole dopo – ha aggiunto – un lungo viaggio. Prima di partire stavamo per abbandonare l’idea ma abbiamo deciso che le sfide si devono affrontare. Grazie a questa Sicilia, terra che accoglie sempre tutti con affetto”.

Don Luigi Ciotti sprona i ragazzi: “Bisogna essere innamorati della vita e non scendere mai a compromessi. La memoria si coltiva con l’impegno di tutti così che tutti si possa iscrivere il proprio nome nel grande libro della lotta alla mafia”.

Leoluca Orlando ricorda Padre Puglisi e don Milani e poi aggiunge: “Dico oggi quello che dicevo 20 anni fa. La mafia non sarà sconfitta fino a quando non saranno colpiti al

cuore uomini di Stato e di chiesa collusi. Per questo bisogna ricordare Giovanni Falcone e le altre vittime che non fecero in tempo a colpire al cuore la mafia”- Poi intervengono Leonardo Guarnotta e Nando Dalla Chiesa. “Mi viene in mente solo una cosa – dice il figlio del Generale – vedendo tutti questi ragazzi: sarebbe stato bello se Giovanni Falcone e Paolo Borsellino avessero avuto questa compagnia in vita. La lezione piú grande che possiamo trarre dalla loro storia penso sia un messaggio da inviare a tutta Italia: quando si ha la fortuna di avere queste persone, diamogli questa compagnia”