I riflettori di Porta a Porta di nuovo puntati su Messina: tre storie di disagio e disoccupazione

MESSINA-Dopo la commovente storia dei coniugi Dolfin, Bruno Vespa ha deciso di tornare, con le telecamere della sua trasmissione, in riva allo Stretto. Nella puntata andata in onda ieri, l’inviata di Porta a Porta ha concentrato le sue attenzioni su tre storie di privazioni e sofferenze, tre storie che raccontano meglio di qualsiasi comizio o manifestazione elettorale il declino che sta caratterizzando la nostra città. Francesca, Antonino e Giuseppe. Questi i nomi dei messinesi intervistati dall’inviata di Rai1. Francesca, 45 anni, era una dipendente della Birra Triscele e dal 18 febbraio si trova senza lavoro, e, soprattutto, senza alcuna speranza per il futuro. A pesare sulle sue spalle una separazione, un mutuo e due figlie da mandare avanti, tra mille difficoltà.

Fortunatamente in suo soccorso intervengono, nei limiti del possibile, i famigliari. Ed è proprio grazie ai parenti ed agli amici che anche Giuseppe, 62 anni (disoccupato da 13), riesce a sopportare il peso della crisi, provando a sopravvivere in questi 5 anni che lo separano dall’agognata pensione. Ha girato per l’intera penisola in cerca di un’occupazione, ma si è dovuto arrendere. Il figlio, la Chiesa e la Caritas sono le uniche sue fonti di sostentamento.

Anche Antonino, un padre di famiglia come tanti, fino a qualche anno fa aveva un lavoro ben retribuito col quale riusciva a garantire ai parenti una vita quantomeno decorosa. Un problema di salute ha però reso il suo impiego part time, e con quei 700 euro mensili che percepisce non riesce quasi mai a mantenere l’affitto e ad effettuare le spese necessarie al soddisfacimento dei bisogni essenziali. Per farlo evita qualsiasi acquisto, qualsiasi piccolo svago. L’unica cosa a cui mai rinuncerà, anche a costo di dormire per strada, è l’istruzione per l’amata figlia.

Commentare queste storie (storie, ripetiamolo, come tante) sarebbe superfluo e persino irrispettoso. L’unica postilla che ci permettiamo di inserire è indirizzata ai tanti (troppi?) politici e politicanti che si stanno sfidando in vista della competizione elettorale. La speranza è che la stessa tenacia che stanno dimostrando in queste settimane, caratterizzi anche il loro lavoro per i prossimi anni, al servizio di Messina e non del portafoglio.