Mafia, chiesti 10 anni per Lombardo

CATANIA – Raffaele Lombardo è stato per anni una delle figure più imperscrutabili della politica, ora alleato di Berlusconi ora interlocutore del Pd. Insomma è stato sempre pronto a ritagliarsi uno spazio proprio per conservare un peso politico. Ora l’ex presidente della Regione Sicilia, che sognava di diventare il “Bossi del meridione” deve affrontare una richiesta di 10 anni di carcere. La procura di Catania ha chiesto la dura condanna nell’ambito del processo in cui l’ex governatore siciliano è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa e voto di scambio. I magistrati sostengono che Lombardo abbia intessuto legami con ambienti mafiosi per acquisire il consenso elettorale.

Lui ha sempre respinto gli addebiti, dicendosi anche pronto a a rinunciare alla prescrizione per il reato elettorale. L’indagine è nata da uno stralcio dell’inchiesta Iblis, che puntava a svelare rapporti tra esponenti di Cosa Nostra, politici, amministratori e imprenditori. Uno dei momenti più importanti dell’inchiesta è stato il blitz condotto poco meno di tre anni fa, tra il 2 e il 3 novembre del 2010. La Procura aveva chiesto l’archiviazione della posizione di Lombardo, ma il Gip Luigi Barone, in camera di consiglio, aveva disposto l’imputazione coatta.

Il leader del Movimento per le Autonomie aveva lasciato la presidenza della Regione Sicilia in seguito alle indagini sul suo conto, lanciando comunque accuse pesanti contro una «manovra mediatica» che, almeno a suo dire, lo aveva colpito.

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