Arrestati i fiancheggiatori dei Mignacca

TORTORICI (ME) – I carabinieri hanno arrestato altre sette persone che costituivano la rete di fiancheggiatori dei fratelli Mignacca il cui covo è stato scoperto ieri dai militari. Il blitz si è concluso con l’arresto di Calogero Mignacca e il suicidio del fratello Vincenzino che si è sparato un colpo di pistola alla tempia. Erano stati entrambi condannati all’ergastolo con sentenze definitive per associazione mafiosa, omicidi, rapine, estorsioni ed altri reati. Nel casolare trovato anche un piccolo arsenale.

 

Sono stati sottoposti a fermo Sebastiano Galati Sansone, Giuseppe Galati Sansone, Oscar Galati Sansone, Salvatore La Fornara, Carmelo Bontempo Ventre, Sebastiano Tilenni Scaglione. Gia’ ieri i carabinieri avevano arrestato Giuseppe Caniglia, figlio del proprietario del fondo dove si nascondeva i due ricercati. La rete dei fiancheggiatori riforniva i due latitanti di viveri e farmaci e li accompagnava negli spostamenti. Le indagini erano iniziate nel 2008 quando i due fratelli si erano resi irreperibili.

I carabinieri hanno seguito le loro tracce anche all’estero, in alcuni casi sono stati vicini a catturarli. Circa due mesi fa la svolta, quando sono stati individuati i fiancheggiatori, e sono stati pedinati e tenuti sotto osservazione. Otto giorni fa i carabinieri sono riusciti anche a sentire la voce di Calogero Mignacca, intercettato quando è salito sull’auto di uno dei suoi uomini. Avuta la certezza che i due fratelli Mignacca vivevano nel casolare, è stato chiesto l’intervento del Gis anche perché si sapeva che erano armati.

Ieri all’alba i carabinieri hanno sfondato porta dopo aver circondato il cascinale. Solo Calogero si è avvicinato all’ingresso. Aveva addosso una pistola di piccolo calibro ma e’ stato immobilizzato e arrestato prima che potesse estrarla. Il fratello Vincenzino, che era in un’altra stanza, si è suicidato sparandosi alla testa. Le attività investigative nel covo sono state intense, è un’approfondita perquisizione ha portato non solo alla scoperta delle armi, ma anche al sequestro di un computer e materiale cartaceo ora al vaglio degli inquirenti. Nel covo sono stati trovati anche borsoni con abiti invernali.

La diversa provenienza geografica dei favoreggiatori, Lentini (SR), Randazzo (CT) e Tortorici (ME), è l’ulteriore conferma della vasta e ramificata rete di appoggio di cui i fratelli Mignacca godevano. L’operazione è stata condotta impiegando personale dei Comandi Provinciali di Messina, Catania e Siracusa.

 

I fratelli Calogero e Vincenzino Mignacca figuravano nella lista dei 30 piu’ pericolosi latitanti d’Italia; di loro si erano perse le tracce quattro anni e cinque mesi fa. Indicati dagli inquirenti come esponenti di spicco e killer del clan dei Tortoriciani, sono stati condannati a diversi ergastoli. L’ultima condanna era divenuta definitiva il 25 luglio 2008, quando si erano resi irreperibili.

Originari di Montalbano Elicona, un paesino dei Nebrodi, inizialmente allevatori poi titolari di una impresa di materiale edile, erano stati protagonisti di un’ascesa criminale inarrestabile.

I Migliacca erano stati condannati, tra l’altro, come esecutori materiali dell’uccisione di Maurizio Vincenzo Ioppolo, indicato come “esattore” delle tangenti per conto del clan dei Bontempo Scavo nella zona di Brolo.

I due fratelli avevano infine riportato differenti sentenze in appello nell’ambito del processo “Mare nostrum”: Vincenzino 4 ergastoli, mentre per Calogero la pena confermata era stata di 4 anni e 10 mesi.

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