Provvidenza. L’ipotesi dell’incidente regge ma non troppo. Nuove ombre sul giallo. Quella trazzera scoperta ieri

MESSINA – Spunta una nuova ipotesi investigativa sulla morte di Provvidenza Grassi , la ragazza ritrovata senza vita sotto un viadotto dell’autostrada, a pochi passi dall’uscita Messina Gazzi. L’ultima telefonata fatta dal telefonino della giovane e destinata all’utenza di casa, è stata effettuata l’11 luglio scorso intorno alle 13, quindi successivamente a quando gli inquirenti credono si sia verificato l’incidente.

Nel frattempo l’Autorità giudiziaria ha fatto mettere i sigilli a una strada di campagna che porta alla zona in cui fu rinvenuta l’auto della ragazza con i resti del cadavere. Disposto anche il sequestro del luogo in cui Provvidenza Grassi  è stata ritrovata, una cabina elettrica a fianco della galleria e la parte terminale del tunnel.

Qualcuno potrebbe avercela spinta, magari tamponando l’utilitaria sino a farla precipitare. Forse Provvidenza, dentro l’abitacolo, era già cadavere ed è volata via dall’auto che scivolava giù. Forse l’hanno posta altri nei pressi della carcassa della vettura.

Poi c’è una targa ritrovata il giorno del rinvenimento del cadavere attaccata al guardrail ( danneggiato) che si presume l’auto condotta da Provvidenza abbia sfondato prima di precipitare nel vuoto. La domanda che segue è: nessuno, per sei mesi, neanche attraverso un sopralluogo dei tecnici del Cas, che si suppone periodicamente percorrano l’autostrada, ha mai avvistato una targa attaccata a un guardrail ammaccato? Va detto che nei 6 mesi trascorsi dalla scomparsa di Provvidenza c’erano ricerche in corso e logica vuole che il tratto di strada che la ragazza percorreva per tornare a casa sia stato setacciato a dovere.

Ed ancora, la vettura ha forti danni alla parte posteriore, come fosse stata tamponata. Ne segue: nella circostanza ipotizzata di incidente autonomo sarebbe caduta dal viadotto con la parte anteriore che dunque risulterebbe maggiormente danneggiata, e non quella posteriore.

Dell’anomalia rilevata dalle telecamere dell’emittente televisiva Tremedia ne abbiamo già parlato: quel guardrail che risulterebbe intatto 13 giorni dopo il presunto incidente.

E infine l’ultima stranezza. Se Provvidenza Grassi è morta la notte del 10 luglio, al ritorno dalla serata trascorsa a Rometta, com’è possibile che dal suo cellulare sia partita una telefonata alle 13 dell’11 luglio? E dov’è adesso quel cellulare? E’ stato ritrovato tra le sterpaglie, nell’abitacolo, addosso a quel corpo in decomposizione?

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