La Procura accende i riflettori sugli appalti del Consorzio Autostradale , l’ente regionale “Più ricco”..

MESSINA – La A20 Messina-Palermo e la A18 Messina-Catania , sono state passate a setaccio dagli uomini della DIA, su ordine  dalla procura di Messina che ha aperto una nuova inchiesta sulla gestione del Cas dal 2010 al 2012. Tre anni di lavori eseguiti sulle due tratte autostradali che collegano Messina a Palermo e Catania sono al vaglio degli inquirenti. A vedere la situazione delle autostrade non si direbbe, ma l’Ente è in attivo di svariati milioni di euro, che sarebbero potuti essere reinvestiti per adeguare le autostrade siciliane a quelle del resto del Paese. L’ultima indagine in ordine di tempo, coordinata dal procuratore aggiunto Sebastiano Ardita, sembra essere una di quelle destinate a fare “molto rumore”. Per questo, oltre i sopralluoghi sull’autostrada, la DIA ha anche acquisito atti, documentazioni relative ai progetti dei lavori eseguiti, nella sede del CAS e in altri Uffici pubblici siciliani. . Lo scrive la Gazzetta del Sud: ” hanno anche ascoltato nella qualità di “persone informate dei fatti” praticamente quasi tutti i dipendenti del Consorzio. Quindi in pratica si tratta di un vero e proprio “terremoto giudiziario” che sta scandagliando l’attività passata dell’ente regionale più “riccho”, che ha nelle sue casse un attivo di decine di milioni di euro e fino a non molto tempo addietro ha speso poco o nulla per mettere in sicurezza e riammodernare intere tratte, che sono indubbiamente tra le più pericolose d’Italia e d’Europa”.

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