Sicilia, meeting Club Forza Silvio: Berlusconi telefona a Taormina

TAORMINA (ME) – “Pronto, sono Silvio”. Non è il titolo del nuovo show Mediaset dell’ora di pranzo, ma quella che sta diventando ormai una consuetudine nel clima di euforia che accompagna la rinascita di Forza Italia. Annunciata ed è arrivata puntualissima, “la telefonata di Berlusconi” ha fatto irruzione qualche minuto prima delle 12 in una sala dell’hotel Diodoro di Taormina gremita in attesa delle parole illuminanti del leader ed ex premier. L’occasione è il convegno regionale dei club Forza Silvio di Sicilia, il “meeting” per usare un termine moderno, più vicino alla moda del renzismo, “la prima manifestazione e quindi l’esempio per tutti gli altri”. E Berlusconi in queste occasioni sa essere il protagonista assoluto. Dall’altro capo della cornetta, senza vederla, tiene la platea viva, in tensione, come se fosse presente. Il coordinatore regionale Vincenzo Gibiino, di tanto in tanto, detta il tempo, fa partire l’applauso tra i passaggi più forti di un discorso che il Cavaliere tiene all’impronta. Nulla di preparato, sembra. I temi sono quelli ricorrenti. “Il sogno di un’Italia migliore”, l’attacco “light” alla sinistra (con il quale si sta discutendo la legge elettorale, ndr) che continua ad accusare di “immobilismo” gli ex governi del centrodestra, l’opposizione “costruttiva” in parlamento e ancora “lo spirito di aggregazione” che anima questa nuova fase politica di Forza Italia. Snocciola i soliti teoremi sulla conquista del voto dei “24 milioni di italiani indecisi”, corredati da numeri, dati e sondaggi. Promette “la ristampa in quattro tomi del libro nero sul comunismo, perchè in Italia ci sono certi esponenti della sinistra che non hanno mai rinnegato quell’orrore”. Quando parla “di quattro colpi di Stato” strappa l’applauso spontaneo della sala. Ma Berlusconi non risparmia stoccate soprattutto alla politica regionale siciliana ed è critico sull’azione del governo Crocetta. “L’immobilismo del governo regionale di Crocetta è veramente inaccettabile” e ancora “nessuna idea su turismo, commercio, industria, agricoltura”. Poi ricorda l’impugnativa del commissario di Stato alla finanziaria e la riforma delle Province che “qualcuno ha definito un aborto, non mi sembra proprio un bel complimento”. E nell’arringa finale, al termine di un intervento durato poco più di mezz’ora, le parole di incitamento ai suoi parlando di “rivoluzione culturale”: “I siciliani devono essere protagonisti del loro futuro. C’è un dovere per tutti: darsi da fare per decidere sul comune destino di voi siciliani e di noi tutti italiani”. L’euforia è coinvolgente. La signora Concetta “86 anni a giugno” è testimonial eccellente di una fetta del Paese che si fida ciecamente del Cavaliere e delle sue idee: “Presidente io sono orgogliosa e campassi cent’anni voterò sempre Forza Italia – tuona tra il boato del Diodoro – un bacio, beddu”. E Silvio chiosa: “Se Vincenzo mi dà il tuo numero ti chiamo”. Forza Italia e i club sono anche questo.

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