LA PROCURA MESSINESE NELL’OCCHIO DEL CICLONE

MESSINA – Quanto si sta verificando a Messina, se vero, più che la poca onestà delle persone (cosa da sempre dimostrata -anche se non generalizzata-, specie quando si tratta di personaggi politici), dimostra in modo più che evidente l’urgente necessità di una riforma della giustizia, indirizzata anche alla mobilità dei magistrati.  Se sono vere le notizie diffuse ieri anche dagli organismi giornalistici televisivi nazionali, infatti, è bastato il semplice cambio di un magistrato a rompere gli “equilibri” (si chiamano così, ora) nella Procura della Repubblica messinese affinché un’inchiesta, dallo stato di stand by, andasse avanti e si concludesse con l’arresto di numerose persone, il sequestro di beni e conti corrente per milioni di euro e la richiesta di arresto per un parlamentare nazionale, già parlamentare regionale e sindaco di Messina, conosciutissimo in campo nazionale anche perché, la prima volta che il suo partito, il Pd, concluse le prime primarie per le candidature al Parlamento, a suo favore furono contate 20mila preferenze. Tantissime per una città come Messina, molte anche in sede nazionale, tanto che risultò il primo degli indicati in Italia, da meritarsi l’appellativo di “Signor 20mila”. Ma, se ben ricordo, e questo sollevo sospetti, non fu in grado di ripetere l’exploit quando venne eletto a Montecitorio.
Ora, a prescindere dal “caso Messina” (che, sotto certi versi -e quanti hanno qualche capello bianco lo ricorderanno- si trascina dall’inizio degli anni 2000), l’episodio è significativo e dimostra che, se i sospetti sono veri (c’è un’inchiesta in corso affidata ai magistrati di Reggio Calabria, competenti su quanto riguarda i loro colleghi di Messina) – e per tale motivo potrebbero trasferirsi in tutti i distretti giudiziari – al di là dell’inquadramento delle carriere e dalle dipendenze, la trasferibilità dei magistrati dovrebbe essere tra i primi punti della riforma. Anzi, dovrebbe essere d’obbligo dopo un certo numero di anni. Perché più si sta nella stessa sede, più le amicizie che nascono si possono rinsaldare e, fatta salva la buona fede, potrebbero portare, inconsciamente, a salvaguardare qualche posizione che, invece, andrebbe tempestivamente e pesantemente giudicata e condannata.

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