Autostrade Siciliane – Sciopero ai caselli da domani fino al 19

MESSINA – Ancora tre giornate di sciopero per gli autostradali siciliani, i prossimi 17, 18 e 19 agosto, con relativo sit-in sui posti di lavoro e nella sede legale del Cas di contrada Scoppo, a Messina. L’astensione segue quella degli scorsi 23 e 30 luglio. E se ne trascina le scorie. Lo sciopero, indetto dalla Cub Trasporti, è stato deliberato ieri dall’assemblea dei lavoratori e interesserà l’intero turno lavorativo per tutto il personale amministrativo e turnista addetto all’esazione dei pedaggi in servizio nelle tratte autostradali A18 (Messina – Catania, Siracusa – Gela) e A20 (Messina – Palermo), con la sola esclusione del personale addetto alla sicurezza o al recupero veicoli. Nel dettaglio, gli amministrativi incroceranno le braccia per l’intero turno del 17, 18 e 19 agosto prossimi. Il personale addetto all’esazione sciopererà dalle 22 alle 6, dalle 6 alle 14 e dalle 14 alle 22 del 16, 17 e 18 agosto.

Francesco Urdì e Antonio Visalli, della segreteria della Cub Trasporti, stigmatizzano la condotta dei vertici del Consorzio Autostrade Siciliane nel corso degli scioperi del 23 e 30 luglio e ne contestano “l’atteggiamento di bieca chiusura e di non-dialogo con i lavoratori”. Per questa ragione chiedono a Rosario Faraci, presidente e legale rappresentante del Cas, “viste le molteplici influenze esterne (pachidermi della politica) tendenti ad occupare ruoli non previsti dalle norme statutarie, l’immediata emanazione dell’atto di delibera del cda del Cas circa la risoluta affermazione dell’applicazione del Ccnl Autostrade e Trafori quale unico rapporto contrattuale previsto nonché applicato in tutto il territorio nazionale da tutte le concessionarie autostradali”.

“Le ingerenze di cui sopra – proseguono – si riferiscono a provvedimenti della Giunta di Governo regionale numero 435 dell’11 novembre 2010, che ha sospeso l’efficacia del suo precedente provvedimento, numero 230 del 23 giugno 2010, che rendeva esecutiva la delibera Cas che (come di consueto) recepiva il Contratto di lavoro autostradale 2008-2009 facendo procedere quindi la corresponsione ai lavoratori degli emolumenti loro spettanti in arretrato già dal 2009. Tale provvedimento (numero 435 dell’11 novembre 2010) ha violato l’autonomia legale e gestionale dell’organo direttivo ‘statutariamente responsabile’”.

La Cub rivendica anche il proprio ruolo di interlocutore nei confronti del Consorzio, diffidandolo dal “servirsi di sindacati di comodo o cosiddetti gialli (vietati dalla legge 300/70)”, e ricorda, tra i motivi oggetto della vertenza, oltre alla mancata applicazione con contratto nazionale Autostrade e Trafori, “la sistematica elusione del confronto sindacale, dettata dalla scelta di questa amministrazione, e dalle precedenti, di non favorire alcun incontro sindacale o peggio ad impedirlo, nonostante le ripetute e infruttuose richieste sin dall’8 ottobre 2012, regolarmente ignorate”.

Qualora le proprie istanze non vengano accolte, il sindacato si riserva di comunicare “ulteriori giornate di sciopero generale, se occorre, anche a oltranza”.

 LA RISPOSTA DEL CAS

Lo sciopero del personale del Consorzio Siciliano per Autostrade è illegittimo. E’ quanto ha fatto sapere il Cas in seguito allo sciopero del 17, 18 e 19 agosto. “L’ intento della protesta – si legge in una nota del Cas – è la richiesta di adottare il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro delle Autostrade Private.

Ma il Cas è un ente pubblico non economico e si applica per legge il CCRL. Un tavolo tecnico istituito a livello regionale ha verificato le tabelle di riclassificazione del personale che l’ente applicherà quanto prima. Il legittimo diritto di sciopero dei lavoratori non può perseguire e comportare azioni contro legge come appaiono le richieste del Cub Trasporti né rientra nella disponibilità del Consiglio Direttivo del Consorzio modificare una legge che dispone l’applicazione del CCRL.

È dunque evidente che lo sciopero dichiarato è strumentale ed illegittimo perchè le richieste non potranno essere soddisfatte, certamente dannoso per l’Ente, inopportuno e fastidioso per gli utenti. In questo ultimo anno – infatti – è già stato compiuto il percorso relativo alla riclassificazione del personale del CAS al testo contrattuale regionale con il costante intervento dei sindacati della funzione pubblica e, pertanto, non risponde a vero quanto sostenuto dal Cub di una assenza di dialogo con le organizzazioni sindacali. Sul punto, si coglie l’occasione per sottolineare che la magistratura del lavoro in più giudizi di comportamento antisindacale dell’Ente ha escluso la legittimazione delle sigle sindacali del CCNL privatistico”.

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