Operazione “Caronte”, 23 arresti a Catania per mafia

CATANIA – La mafia catanese era in affari con una societa’ riconducibile ad Amedeo Matacena per la gestione dei traghetti sullo Stretto di Messina. Emerge dall’indagine della Dda di Catania che ha portato all’arresto di 23 persone e al sequestro di beni per 50 milioni di euro. L’inchiesta ha riguardato l’evoluzione di Cosa Nostra subito dopo l’indagine Iblis e ha confermato la vocazione imprenditoriale della “famiglia” catanese, infiltratasi in vari settori tra cui i trasporti per iniziativa del boss Enzo Ercolano figlio del capomafia deceduto Giuseppe e fratello di Aldo, condannato all’ergastolo. Ercolano ha operato con la collaborazione di altri indagati tra cui, Francesco Caruso e Giuseppe Scuto.
Affari anche nel commercio delle carni per la grande distribuzione in cui si sono inseriti Enzo Aiello e alcuni dei suoi piu’ stretti aiutanti, grazie all’intestazione fittizia di societa’ di settore e tramite gli accordi con l’imprenditore calabrese Giovanni Malavenda.

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