Messina – Chiama maniaco lo stupratore della figlia e viene condannata

La Suprema Corte ha definito offensivo l’insulto 

MESSINA –  In Italia, si è arrivati al punto che insultare lo stupratore di tua figlia può costarti una condanna per ingiuria. È quello che è successo a una donna che si è vista rigettare, dalla Cassazione, il ricorso contro la sentenza del Tribunale di Messina. Che l’aveva giudicata colpevole del suddetto crimine per aver definito “maniaco” il responsabile della violenza sessuale. La Suprema Corte, ritenendolo un insulto molto pesante, ha fatto presente che non è legittimo offendere pubblicamente l’onore e la reputazione di qualcuno. Anche nel caso in cui si sia macchiato del reato di stupro contro un tuo congiunto. Senza considerare che, ha precisato Piazza Cavour “anche i condannati, finanche per reati gravi, hanno diritto, quali membri del consorzio umano, al rispetto della dignità personale”.

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