Terremoto nel Pd siciliano: 600 civatiani lasciano il partito

Dirigenti, militanti e consiglieri comunali del Pd siciliano dell’area Civati hanno detto addio al partito per creare una forza politica che guardi a Sel

PALERMO – Si consuma la frattura all’interno del Partito democartico e scoppia il caso Sicilia. Sull’isola ben 600 esponenti del partito, tra dirigenti, consiglieri comunali e militanti legati all’area del Pd che fa capo a Giuseppe Civati, esponente di minoranza, hanno deciso di staccarsi definitivamente dal partito per creare una nuova forza politica. Stanchi forse dei tentennamenti e delle divisioni, senza che venga presa una strada certa e definita, gli esponenti della minoranza Pd della Sicilia hanno così deciso di fare da soli. La nuova forza politica guarderà a sinistra e dovrebbe avvicinarsi a Sinistra ecologia e libertà. L’intento è di raccogliere i consensi tra gli scontenti del Partito democartico, gli astensionisti e i rappresentanti del mondo delle associazioni. “Pd e governo siciliano litigano per mostrare chi è più rottamatore, più antimafioso, rivoluzionario. L’isola affonda, ma non c’è rottamazione e rivoluzione – scrivono gli esponenti dimissionari -. Il Pd diventa la casa per tutto e il contrario di tutto, anche per chi era il peggior avversario di centrodestra“. Dure sono le critiche al governo dell’isola: “Governo della rivoluzione e del Fare, che si è rivelato solo il governo degli annunci e dei rinvii – scrivono -. Solo in un campo è stato davvero operoso: nel raccattare esponenti di centrodestra, provenienti da tutte le formazioni siciliane“. “Di fronte al nostro dissenso – aggiungono – siamo stati accusati di non avere disciplina di partito“. Valentina Spata, responsabile regionale siciliana dell’area Civati accusa: “Se il Pd di Renzi in tutta Italia sta facendo alleanze con pezzi del centrodestra, in Sicilia si è oltrepassato ogni limiteconsegnando direttamente il partito al centrodestra“.Chissà ora se una rottura così radicale all’interno del Partito democratico verrà compiuta anche a livello nazionale. Dal canto suo Pippo Civati commenta: “Non abbiamo cominciato noi, è una reazione a quello che sta succedendo da mesi. Se in Sicilia escono i civatiani è una risposta politica e non tattica. Il Pd subisce metamorfosi a tutti i livelli. Non so se il diffuso malessere interessa Renzi, Crocetta e il segretario siciliano Fausto Raciti“. Civati però assicura: “Non c’è la volontà di rompere il partito” e parla della Sicilia come di “un laboratorio”.

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