I roghi a Caronia: elettromagnetismo ed esperimenti militari. Tutte le ipotesi di un caso che ha coinvolto politica e tv

Dall’autocombustione agli Ufo. Sono svariate le possibili spiegazioni avanzate negli anni per gli incendi della frazione di Canneto. Fu l’allora premier Silvio Berlusconi a istituire un gruppo interistituzionale per l’osservazione dei fenomeni. Dal 2008 al 2014 nessun nuovo caso. Poi i nuovi fenomeni su cui la Procura di Patti ha fatto luce

CARONIA (ME) – Autocombustione, esperimenti militari, elettromagnetismo, Ufo, insetti geneticamente modificati. Dal gennaio 2004, quando a Canneto, frazione di Caronia, in provincia di Messina, contatori, cavi della corrente, elettrodomestici, mobili e suppellettili hanno iniziato ad andare a fuoco senza apparenti ragioni scientifiche, le teorie sulle cause del fenomeno si sono sprecate. Così come i servizi giornalistici su carta stampata, televisioni e siti online.  Quella che ne deriva, tra gli abitanti del fino ad allora ridente Comune che si affaccia sul Tirreno, è un’autentica psicosi collettiva. Anche perché a incendiarsi sono pure materassi, divani, parti interne delle abitazioni che in teoria non dovrebbero essere interessate dal passaggio della corrente elettrica. Una situazione ai confini della realtà che, il 10 maggio 2005, spinge l’allora premier Silvio Berlusconi a istituire un gruppo interistituzionale per l’osservazione dei fenomeni, coordinato da Francesco Venerando Mantegna, prevedendo una collaborazione tra Stato, Protezione civile e Regione Siciliana, compreso lo stanziamento di fondi.  Il responso – l’ultimo rapporto è del 2008 – è che Caronia è colpita da fenomeni elettromagnetici generati artificialmente, escludendo le ipotesi di eventi naturali o indotti dalla presenza di impianti tecnologici, come la rete ferroviaria, nei paraggi. A insinuare che dietro ci sia la mano dell’uomo, il 24 giugno 2008, è la Procura della Repubblica di Mistretta, che archivia il caso.  Nel luglio del 2014, dopo sei anni di apparente tranquillità, si assiste a una recrudescenza. Al punto che l’11 agosto, Roberto Giacobbo, nel corso di Voyager, in onda su Rai2, insinua suggestivi collegamenti tra la sperimentazione di nuove armi capaci di generare terremoti artificiali, il sisma del 1908, che ha raso al suolo Messina e Reggio Calabria, e i roghi di Caronia.  Ad approfondire la materia è anche Restate Scomodi, trasmissione in onda su Radio Uno. Qui, il sindaco Calogero Beringheli afferma che siano degli esperimenti militari, condotti da diversi ma al momento ignoti Stati, a terrorizzare gli abitanti del centro da lui amministrato. Il primo cittadino si sarebbe fatto consegnare la relazione top secret preparata da una commissione scientifica incaricata di studiare il fenomeno. Per precauzione, 148 persone sono state evacuate e si registrano ulteriori fenomeni come lo spiaggiamento dei pesci e i danni a un elicottero della Protezione civile che sorvolava la frazione.  Proprio alla Protezione civile, Beringheli chiede il ripristino del precedente presidio, sostenuto dal senatore del Ncd Bruno Mancuso. In molti, a Caronia, intanto, affermano di avere sentito strani rumori e di avere assistito a pericolose scariche elettriche. Ma tecnici dell’Enel e vigili del fuoco non sanno trovare spiegazioni plausibili.  Il 20 ottobre la svolta. I carabinieri della Compagnia di Santo Stefano di Camastra, su ordine della Procura di Patti, alle prime luci dell’alba, nel piccolo comune della provincia di Messina, effettuano 11 perquisizioni ad abitazioni e veicoli, sospettando quanto già asserito dai colleghi di Mistretta. Ovvero, che dietro questo grande mistero ci sia la mano dell’uomo. A un 25enne – poi si rileverà proprio Giuseppe Pezzino, oggi arrestato – viene notificata anche un’informazione di garanzia. Nonostante le indagini, il 24 ottobre la Presidenza del Consiglio dei ministri insedia un nuovo gruppo di studio. Oggi la Procura spiega le conclusioni a cui è arrivata. Nessun mistero, solo il tentativo di truffa di un padre e un figlio. Almeno per quanto riguarda i roghi del 2014.

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