Santa Marina Salina – Si sarebbe appropriato del denaro di due anziane

Ancora un sindaco in manette. Dopo lo scandalo di Ischia che ha visto l’arresto del primo cittadino Giuseppe Ferrandino

SANTA MARINA SALINA (ME) – I carabinieri di Milazzo hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari, emessa dal Gip del tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, nei confronti del sindaco di Santa Marina  Salina. Massimo Lo Schiavo è accusato di peculato. La vicenda ruota attorno a due anziane sorelle che, sole e incapaci di autogestirsi, furono portate su disposizione del Comune in una casa di riposo a Leni dove sarebbero state accudite e curate. Non essendoci eredi né parenti, gli agenti della Polizia Municipale, oltre ad occuparsi del trasferimento, hanno effettuato un sopralluogo all’interno della loro casa trovando 36.890,78 euro, 212 dollari australiani, e 180 dollari americani.I soldi, insieme alle chiavi, furono chiusi in una busta controfirmata e consegnati in custodia temporanea al sindaco Lo Schiavo, che avrebbe dovuto versare l’intero ammontare sul conto corrente delle due donne che ancora attivo nela filiale della Banca Nuova di Malfa o in alternativa, custodirlo in una cassaforte in Comune. Con la morte di una delle due sorelle, il Giudice tutelare ha poi nominato un amministratore di sostegno che ha chiesto sindaco di Santa Maria di Salina notizie sulla somma di denaro. In quell’occasione, secondo gli inquirenti “il sindaco Lo Schiavo riferiva di detenere il denaro, a suo dire ammontante a soli 20/25mila euro ( e non quasi 37 mila), presso la propria abitazione, ma che a causa di un recente trasloco non ricordava più dove lo aveva nascosto”. Dagli accertamenti dei Carabinieri è quindi emerso che il denaro delle due sorelle non è stato “custodito” nei modi previsti dalla legge e che “Lo Schiavo, aveva consegnato circa 6 mila euro in contanti all’amministratore, somma decisamente inferiore a quella originaria”. Nel corso di una perquisizione a casa del sindaco, i militari hanno rivenuto i verbali stilati il 20 giugno 2013, con allegate due buste controfirmate con sigillo del Comune, aperte e vuote. “Non essendo in grado di riconsegnare i 37 mila euro presi in custodia temporanea”, si legge ancora nel comunicato della Compagnia dei Carabinieri di Milazzo, “si presume che il primo cittadino li abbia utilizzati, tutti o in parte, per altre finalità, che nello specifico sono ancora in corso di accertamento”. Nell’ambito della stessa perquisizione, gli uomini dell’Arma hanno trovato e sequestrato anche ulteriori 12 mila euro in contanti di varie nazionalità, la cui provenienza è in corso di accertamento.

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