#Messinasenzacqua – Crocetta scarica sui cittadini: “Non ci facciamo riconoscere”

Forse è questa la vera preoccupazione di Rosario Crocetta: evitare di fare l’ennesima figura barbina dinanzi al resto dell’Italia

logocentro

di Fabio Bonasera

MESSINA – “Bisogna essere disciplinati quando si va a prendere l’acqua, responsabilizzarsi e razionalizzare i consumi, soprattutto chi abita nelle zone più basse della città. Se collaborerete, risolveremo l’emergenza in 15 giorni senza finire sui media nazionali”. Forse è questa la vera preoccupazione di Rosario Crocetta: evitare di fare l’ennesima figura barbina dinanzi al resto dell’Italia. Per la serie: non ci facciamo riconoscere. Ieri, il governatore siciliano, intervenuto in prefettura a Messina, dove si è riunita l’ennesima unità di crisi generata dal riacutizzarsi dell’emergenza idrica, è stato chiaro: “Bisogna ridurre i consumi d’acqua del 50%”. Passando di fatto la palla ai messinesi, già sfiancati da quasi due settimane a secco. Ascoltare il presidente della Regione dare lezioni di economia domestica – “non lasciate scorrere l’acqua inutilmente” – o di civiltà – “rispettate il vostro turno ai punti di distribuzione” – è stato un po’ come assistere a un mediano dell’Interregionale che mostra passi di danza classica. A colpire, proprio come farebbe un mediano dell’interregionale, è stato soprattutto lo scaricabarile sulla cittadinanza: “Evitate sprechi”. Una buona norma da seguire sempre, come ha sottolineato Renato Accorinti. Ma sembra quasi una beffa se si pensa a tutta l’acqua di mare intonsa perché nessuna amministrazione, compresa quella di Crocetta, ha mai pensato di realizzare unimpianto di desalinizzazione. O alle continue allerta meteo che, se ci fossero adeguati impianti di convogliamento delle acque piovane, potrebbero almeno in parte trasformarsi in manna dal cielo. Anche sul dissesto idrogeologico che ha causato l’ennesima frana a Calatabiano, danneggiando ancora una volta lacondotta di Fiumefreddo, il governatore è netto: “Se l’è trovato Accorinti e ce lo siamo trovato anche noi”. Con i nuovi fondi strutturali, palazzo d’Orleans investirà prioritariamente sulla risoluzione di questa annosa piaga in tutta la Sicilia, ha detto il presidente della Giunta regionale, annunciando un vincolo contro le nuove edificazioniproprio nella zona dell’acquedotto: “Qui verranno piantati nuovi alberi”, avverte, riscoprendosi anche geologo e botanico. Più rassicurante di lui, probabilmente, la consapevolezza che “questa volta si fa lavoro di squadra”, come ha rimarcato il sindaco di Messina, riferendosi alla presenza della Protezione civile nazionale, ovvero “del Governo”.Fabrizio Curcio, capo della struttura, insieme al prefetto, Stefano Trotta, ha spiegato che si agirà su due fronti: l’ancoraggio della condotta danneggiata, il cui progetto, redatto a cura dell’Amam, dovrà essere approvato dal Genio civile di Catania nel giro di una settimana; il consolidamento del territorio, a cura della Protezione civile regionale. In questo caso la prima settimana andrà via proprio per la progettazione. Insomma, tempo permettendo, la situazione dovrebbe normalizzarsi entro due o tre settimane. Nel frattempo, saranno lacrime (asciutte) e sangue. Da ieri alle 21, l’acqua viene erogata tramite il bypass con l’acquedotto dell’Alcantara. Attualmente si parla di 300 litri al secondo che, grazie a una valvola, entro un paio di giorni diverranno 500. Settecento con l’acqua della Santissima. Praticamente i due terzi della normale erogazione in città. Il deficit danneggerà le zone più alte di Messina, “difficili da servire con erogazione diretta per ragioni di natura orografica, che verranno servite tramite autobotti: Cep, Minissale, Annunziata Alta (contrada Citola, contrada Sorba), Castane, Giostra, Villa Lina, Santa Chiara, Villaggio Svizzero, San Licandro (zona alta), Giampilieri, Zafferia (contrada Macchia) Santa Lucia sopra Contesse (zona alta), Istituto Ortopedico Scalabrino, Masse (San Giorgio, Santa Lucia, San Nicola), Faro Superiore (Luvarazzi), Torre Faro, Ganzirri. Anche l’ospedale Papardo è in sofferenza. Oggi pomeriggio potrebbe restare all’asciutto senza l’ausilio delle autobotti. Circa 20, di cui 7 di acqua potabile, fornite, da autoparco comunale, Amam, Corpo forestale, Esercito e da alcuni comuni limitrofi. I punti di approvvigionamento cittadino saranno la sede dell’Amam, a Ritiro, Mili e Torre Vittoria. I presidenti della Circoscrizioni dovranno far pervenire al centro operativo comunale l’elenco delle scuole da rifornire. Le autobotti del Comune e due dell’Esercito già da ieri sera hanno avviato la distribuzione negli istituti privi di acqua, al fine daevitare nuove chiusure. Un ulteriore incremento delle risorse idriche sarà garantito da una nave cisterna da 5mila tonnellate con immissione diretta nella rete cittadina ogni due giorni. Il costo di 60mila euro a nave sarà sostenuto dalla Protezione civile nazionale. “Il guasto – secondo Crocetta – è un’occasione per cambiare le cose. La rete idrica di Messina, infatti, presenta gravi problemi infrastrutturali”. Che, almeno per una volta, non dovrebbero essere caricati sulle spalle dei cittadini.

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