Ponte sullo Stretto – L”ecomostro” di Cannitello e quale futuro e quale sorte potranno toccare alla parte restante di quegli 8 miliardi?

di Domenico Arcudi

CAMPO CALABRO (RC) – Il Ponte dello Stretto resta la più costosa incompiuta a livello di grandi opere : circa 8,5 miliardi lordi dei quali 7 milioni investiti per uno dei più grandi orrori edilizi : la Variante ferroviaria di Cannitello,situata precisamente a Villa San Giovanni e costruita per deviare il tratto rotabile se in caso le varie amministrazioni avessero acconsentito in formula plenaria di costruire il ponte. Un sì dai vari partiti e orientamenti che hanno conflitti di interesse con ditte appaltatrici che vogliono appropriarsi della (grande) fetta della torta,ma un No da altri orientamenti di impronta ecologica che hanno appoggiato alcune teorie espresse da geologi e sociologi del territorio,i quali hanno appurato che una struttura simile è impossibile costruirla sia perché potrebbe rovinare uno dei più bei tratti della costa viola,ma anche perché lo stretto di Messina è nato da una separazione dalla Calabria e dalla Sicilia mediante la quale la placca europea si è separata dalla placca africana,sulla quale è collocata l’isola. Insomma,persino i residenti di ambedue le zone in stragrande maggioranza si sono dichiarati ostili alla costruzione del ponte sullo stretto di Messina,dando vita a numerose proteste ed è stato così decretato un plebiscito che momentaneamente ha bloccato la costruzione di tale opera. La domanda resta la seguente : quale futuro e quale sorte potranno toccare alla parte restante di quegli 8 miliardi?

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