Troina – Falsa la minaccia scritta nel mattatoio

Titolare ha confessato di essere stato l’autore .Antoci:«Cose strane ne accadono, non mi sento di escludere nulla»

TROINA (EN) – Nessuna minaccia, solo manie di protagonismo. Potrebbe concludersi così la vicenda della scritta minatoria comparsa lunedì mattina all’interno del mattatoio di Troina, gestito dal consorzio Amp Nebrodi. Con la vernice rossa, qualcuno aveva scritto «Santo t. finirà come Antoci». Il riferimento sembrava essere a Santo Pappalardo, l’imprenditore titolare del sito di macellazione. Ma, a quanto pare, più che il destinatario sarebbe stato il mittente. Ad ammetterlo sarebbe stato, giovedì sera, lo stesso Pappalardo nel corso di un interrogatorio in commissariato. Davanti agli inquirenti, che da giorni provavano a capire quale fosse l’origine della minaccia, Pappalardo ha finito per confessare quella che sarebbe stata a tutti gli effetti una messa in scena. Sui motivi che avrebbero portato Pappalardo al gesto, però, ci sono ancora diversi dubbi. Gli investigatori, in tal senso, mantengono massimo riserbo, limitandosi a sottolineare che le ipotesi al vaglio sono più di una. A partire, chiaramente, da un eccesso di protagonismo.  Il presidente del Parco dei Nebrodi  Giuseppe Antoci :«Cose strane ne accadono, non mi sento di escludere nulla»

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