Se perdiamo identità, non avremo più futuro a S. Stefano di Camastra

S. STEFANO DI CAMASTRA (ME) –  Quando un paese perde il contatto col suo passato, con le sue radici, quando perde l’orgoglio della sua storia, della sua cultura e decade rapidamente, smette di pensare, di creare e svanisce tutto nel nulla tra l’indifferenza generale. È quanto sta succedendo a S. Stefano di Camastra che, tra silenzi assordanti e il disinteresse della gente, nel giro di poco tempo ha perso lo storico Collegio di Maria, dopo due secoli e mezzo dalla sua istituzione per la carenza di vocazioni, che per la comunità stefanese è stata una casa di educazione e di lavoro per ragazze da istruire nella dottrina cristiana e nell’apprendimento delle arti tipicamente femminili come il cucito e il ricamo, rappresentando un esempio e un cardine della S. Stefano buona e della gente semplice. Inoltre, anche in ambito sportivo le cose non vanno meglio, in quanto la storica formazione della Stefanese calcio si trova  in cattive acque per la mancanza di dirigenti disposti ad impegnarsi a portare avanti questa attività.  Dietro a questo disinteresse,  vi è una storia che si ripete spesso di questi tempi negli ultimi anni, ciò significa che qualche errore è stato commesso nella gestione di questo sodalizio. Un’altra crisi peggiore di questa la si è avuta nel 2014, dopo aver conquistato il torneo di Promozione è venuta a mancare una guida societaria in grado di affrontare un campionato impegnativo, che solo grazie alla mediazione di alcuni soggetti venuti in soccorso si è scongiurato il peggio. “Ma questa volta il tempo è scaduto, – ha dichiarato l’attuale Vice Presidente Gaetano Catania – rimasto in sella per cercare di trovare fino all’ultimo qualche soluzione a questo problema, anche se è molto “amaro” accettare questa realtà, considerato che questa volta non siamo riusciti a trovare neppure… le risorse umane”. Il patrimonio culturale – sportivo, definisce chi siamo e dovrebbe servire a rafforzare il nostro senso di appartenenza a un’unica famiglia. L’ambizione dovrebbe essere  quella di incoraggiare le persone – soprattutto bambini e giovani – a esplorare il ricco e diversificato patrimonio artistico – culturale e sportivo, e riflettere sul posto che occupa nella vita degli stefanesi.

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