Assembramenti sul treno regionale, la mattinata da incubo raccontata da una giovane pendolare

IMMAGINI DI REPERTORIO

CEFALU’ (PA) – Guanti, mascherine, distanziamento e sanificazione dei mezzi. La parola d’ordine della mobilità della Fase 2 dell’emergenza coronavirus, qualsiasi mezzo di trasporto si usi, è: mantenere le distanze. In questo momento difficile dovuto al covid-19 una delle raccomandazioni che ci viene fatta in continuazione è quella di non creare assembramenti. Le scene riprese questa mattina nel treno regionale diretto nel capoluogo siciliano ha dell’incredibile. Ad attenzionare la vicenda una giovane pendolare che doveva recarsi per lavoro nel capoluogo siciliano e decide di prendere il treno delle 06.38 da Tusa. Questo convoglio è sempre tra i più affollati poiché è utilizzato da lavoratori, studenti e pendolari vari. Nonostante tutto ciò e soprattutto nonostante il divieto e il pericolo di assembramenti Trenitalia ha ben pensato di utilizzare per questa corsa un treno minuetto da 150 posti. Inoltre, – la ragazza racconta – racconta che già a Sant’Agata i posti sono quasi tutti occupati e nelle varie stazioni salgono altri utenti costringendoli a viaggiare in piedi e soprattutto assembrarsi in un luogo chiuso e angusto come un treno. Oltretutto, andando avanti diventa sempre più insostenibile, in quanto già a Cefalù il treno è a dir poco superaffollato, più di 230 persone sui 150 posti disponibili. Si tratta di un convoglio che risulta essere sempre tra i più affollati poiché è utilizzato da lavoratori, studenti e pendolari vari. Quindi come si può ben capire nessun distanziamento né contingentamento agli ingressi e assembramenti che in tempi di coronavirus dovrebbero essere evitati. Eppure sono immagini all’ordine del giorno sulle vetture del trasporto pubblico locale. Il rischio di un’incidenza negativa sulla salute dei lavoratori e dei cittadini è alto ed è necessario mettere in campo le opportune contromisure. Forse ci possono essere nuovi sviluppi in merito a questa vicenda, quest’oggi il capotreno ha chiamato la Centrale Operativa, ha invitato le persone a scendere e a prendere gli autobus che dovevano arrivare da Palermo. Arrivano anche Polizia e Carabinieri perché nessuno vuole lasciare il treno, nonostante gli assembramenti! Il rischio di un’incidenza negativa sulla salute dei lavoratori e dei cittadini è alto ed è necessario mettere in campo le opportune contromisure.

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